La redazione de ‘La Voce’ ha raccolto numerose testimonianze da parte di Comandanti dei Corpi di polizia locale in Italia, che hanno inteso commentare le recenti emanazioni del Governo presieduto da Mario Monti, in particolare le decisioni che hanno o avranno a breve una ricaduta diretta sul settore della Pubblica Amministrazione, da cui dipendono gli stessi Comandi.
I diversi commenti vertono ora su un aspetto ora su un altro, con il comun denominatore della consapevolezza che il momento è difficile, consapevolezza accompagnata dall’altrettanto chiara visione di come organizzare il lavoro quotidiano sui territori a garanzia della sicurezza dei propri concittadini sia un compito arduo e importante, per cui non è pensabile porre il risparmio in cima alla lista dei principi guida per la gestione degli organici e di quanto necessario agli operatori per svolgere adeguatamente e in sicurezza il proprio dovere.
Invitiamo anche voi che ci leggete a inviare il vostro parere in merito alle argomentazioni al centro delle interviste qui pubblicate.

Marco Cantori,
Comandante del Corpo di polizia municipale di Selargius (CA)
1. Comandante Cantori, che giudizio esprime sull’impostazione globale data dal presidente del consiglio Monti e dai suoi ministri alla manovra ‘Salva Italia’?
Il mio è un giudizio positivo, pur ritenendo che si sarebbe potuto fare di più, in special modo rispetto alla contribuzione sulle pensioni più alte. In particolare con un prelievo maggiore.
2. Quali sono le principali ricadute ravvisabili a seguito dei principali provvedimenti varati, o in fase di definizione, sugli Enti Locali? Quali i vincoli e quali le opportunità che lei individua a grandi linee nell’impostazione e nell’approccio del Governo al settore Pubblica Amministrazione?
Rispetto alle ricadute per gli enti locali, forse una maggiore attenzione alla questione “patto di stabilità” avrebbe consentito a questi una maggiore possibilità di spesa per gli investimenti, innescando conseguentemente una “spirale positiva”.
Per quanto attiene all’impiego di risorse da destinare alle imprese che operano per gli enti locali - ad esempio l’’introduzione dell’IMU - penso invece sia positiva. Da più parti si esalta il “federalismo” e secondo me non c’è miglior inizio che una tassa “federale” quale l’Imposta Municipale Unica.
3. Quali sono le principali problematiche da voi ravvisate nei settori di vostra competenza e come la Manovra può andare incontro alla loro risoluzione o, al contrario, rappresentare un ostacolo (ad esempio la soppressione dell’equo indennizzo)?
L’equo indennizzo è sicuramente un provvedimento che ancora una volta fa distinzione fra coloro che operano nello stesso settore della sicurezza. Non è possibile, forse è anche al limite della costituzionalità, un diverso trattamento fra coloro che operano nello stesso ambiente, magari a 100 metri di distanza, magari durante una partita di calcio, esposti tutti alle stesse problematiche, gli uni sottoposti, in termini di risarcimento a una normativa, gli altri (noi) trattati come “impiegati comunali”.
4. Cosa ci può dire a proposito della possibilità anche per gli operatori di Pl di partecipare alle operazioni di contrasto all’evasione fiscale? E quindi dell’apporto al risanamento della situazione dell’economia italiana che il Governo intende perseguire anche attraverso l’implementazione di queste attività sul territorio?
Per quanto mi riguarda, ritengo che già ci occupiamo di molte cose e il contrasto all’evasione fiscale sarebbe una cosa innanzitutto nuova per molti ma, soprattutto, non credo che allo stato la Polizia Locale abbia i mezzi e le strutture per un controllo efficace. Insomma il contrasto all’evasione fiscale non può essere fatto solamente andando a controllare scontrini, presuppone ben altre competenze.
5. Cosa ne pensa della riduzione dei costi di funzionamento di Autorità di Governo, del CNEL, delle Autorità indipendenti e delle Provincie?
La riduzione dei costi di funzionamento nella Pubblica amministrazione è ormai il “leitmotive” di molte manovre. Diciamo pure che mi sono stancato di sentirlo, ma non di applicarlo, tutti i giorni durante il mio lavoro faccio in modo di diminuire i costi, utilizzando la carta già stampata da un lato per le bozze dei documenti che devo poi inviare: stando attento a non stampare documenti che posso leggere a video; ottimizzando gli spostamenti sia miei che dei componenti la struttura che comando; andando a piedi quando possibile e utilizzando l’autista soltanto nelle occasioni in cui per ragioni di “parcheggio” non posso farne a meno. Insomma, in particolare sulla riduzione dei costi cerco di operare come se i soldi che spendo fossero miei - d’altronde le tasse sono pagate da noi.
6. Cosa ne pensa del previsto risparmio per le PA con l’introduzione del software libero?
Forse qualcuno non si è accorto che in molte parti d’Italia, il software libero è già in uso da molto.

Antonino Frisone
Comandante del Corpo di polizia locale di Rho (MI)
Frisone, a capo di un Comando posto in un territorio tra i meno facili, per usare un eufemismo, della cintura della periferia milanese, si è concentrato sulla soppressione dell’equo indennizzo per gli operatori di polizia locale, al centro della discussione negli ultimi mesi:
“Partendo la presupposto che ‘l’equo indennizzo è un beneficio economico che spetta al dipendente civile e militare che abbia perso la propria integrità fisica per causa di servizio’, appare chiara la contraddizione in termini: ‘toglierlo’ agli appartenenti alla Polizia Locale significa non considerarli al pari degli altri pubblici dipendenti a rischio di infortuni e ciò con un ulteriore aggravio ‘se la manovra Monti’ esime da tali abrogazioni tutto il personale del cd. Comparto sicurezza (Polizie di Stato, di difesa e soccorso pubblico).
Noi Polizia Locali NON veniamo considerati al pari delle altre Forze di Polizia, quindi con gli stessi rischi! … Ma ecco l’ulteriore contraddizione abbiamo gli stessi doveri sui territori dove prestiamo la nostra attività lavorativa.
I Corpi di Polizia Locale sono attualmente sempre più impegnati e impiegati nei servizi di sicurezza urbana ed ausilio alla pubblica sicurezza, ciò non solo da nord a sud e nelle grandi aree metropolitane, ma anche e soprattutto dove NON esistono né Commissariati di Polizia di Stato né Stazioni dei Carabinieri.
Veniamo ricordati dalle istituzioni solo quando accadono fatti gravissimi o in campagna elettorale da politici che troppe volte hanno promesso e nulla mantenuto e per il resto considerati ‘Figli di un Dio minore’!
Questo nonostante le attività svolte, testimoniate fino all’estremo sacrificio dell’eroico collega di Milano e dai giornalieri infortuni in cui incorrono i numerosi operatori tra i 65.000 appartenenti alle Polizie Locali Italiane (Polizie Locali non ancora riconosciute come forza dell’ordine a tutti gli effetti, e categoria quale lavoro usurante al pari di Polizia e Carabinieri!)
Uomini e Donne che quotidianamente svolgono il loro lavoro con altissima professionalità e che non sono solo deputati a fare qualche divieto di sosta (come molto probabilmente hanno pensato gli estensori della manovra che oltre a programmare di risparmiare sulle pensioni hanno ritenuto che era opportuno farlo anche, è il caso di dirlo, sulla pelle della nostra categoria!) ma a garantire sicurezza nel vero senso della parola, procedendo a perseguire reati in flagranza e non, denunciando e arrestando criminali anche per reati gravi al pari di CC, PS e G.d.F. in territori a rischio anche di criminalità organizzata!
Bisogna aggiungere altro?! … Sì forse ritornare a fare solo … divieti di sosta! (dimenticavo … si rischia pure a fare solo quelli!)”.

Lino Giacomoni,
Comandante del Corpo della Polizia municipale di Trento
1. Giudizio globale sull’impostazione data dal Presidente del Consiglio Monti e dai suoi ministri alla manovra “Salva Italia”
La domanda ha risvolti politici evidenti per cui riesce difficile dare una risposta che prenda in considerazione solo gli aspetti tecnici del decreto legge “salva Italia”, DL 201 del 6.12.2011. Per essere sintetico e consapevole di ripetere cose già affermate dai commentatori, ritengo che le misure presentate da Monti fossero realmente indifferibili per la situazione delle nostre finanze pubbliche. Comprensibili quindi la riforme del sistema delle pensioni, il ritorno della tassa sulla prima casa, le liberalizzazioni in materia di pubblici esercizi ed esercizi commerciali, i nuovi strumenti per la lotta all’evasione fiscale, i tagli ai costi della politica ed il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Attenzione però ci dovrà essere, nei prossimi mesi, agli effetti della recessione, indotti dalla contrazione dei consumi cui gli Italiani hanno dato vita per effetto di una diminuzione delle risorse in loro possesso. Analogamente, è auspicabile che il Governo prosegua con azioni ancora più decise, ispirate ai principi di equità, sul terreno della lotta all’evasione fiscale, in grado da sola a recuperare risorse sufficienti ad evitare l’imposizione di ulteriori sacrifici ai contribuenti, nonché in materia di tagli alla spesa della politica, con altre riforme orientate alla riduzione del numero dei rappresentanti politici nelle assemblee parlamentari e negli altri organismi rappresentativi locali, razionalizzando anche l’immane apparato burocratico (dirigenti e impiegati) che si porta appresso, in modo da costruire una pubblica amministrazione più aderente alle esigenze della collettività e meno a quelle dello spoil system.
2. Ricadute dei principali provvedimenti varati, o in fase di definizione, sugli Enti Locali. Quali i vincoli e quali le opportunità nell’impostazione e nell’approccio del Governo al settore della Pubblica Amministrazione.
Merita di essere richiamata la norma dell’art. 13 del DL 201/2011 che istituisce l’IMU sugli immobili dei cittadini e, pur riservando allo Stato la metà dell’aliquota minima sulle seconde case, consente ai Comuni di incamerare per le prime case il tributo calcolato su rendite catastali rivalutate. Che dire, si tratta di denaro nuovo che potrebbe risollevare le sorti dei servizi comunali più deficitari, non escluse le polizie municipali che non sempre hanno trovato nei proventi delle sanzioni amministrative una fonte di finanziamento disponibile per l’acquisto di mezzi o la copertura dei costi del personale per specifici servizi di controllo come previsto dall’art. 208 del Codice della Strada. Altra novità importante per le Amministrazioni comunali previste dal decreto Monti è il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (art. 14 D.L. 201/2011), volto a garantire la copertura dei costi che derivano dal servizio di gestione dei rifiuti urbani, che ogni Comune svolge per sé, nonché dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni. Si tratta di un riordino delle modalità di finanziamento del servizio di gestione dei rifiuti, che dispone altresì la soppressione dei vigenti prelievi in materia ed amplia la portata del tributo, prevedendo tra l'altro, che il nuovo tributo possa essere esteso ai rifiuti industriali prodotti dalle aree produttive. Insomma, la riforma del federalismo fiscale, iniziata con il vecchio governo, prosegue con il programma del premier Monti. Più problemi che agevolazioni sembra promettere il successivo 14-bis del Decreto Salva Italia. Siamo nel campo della riscossione volontaria e coattiva delle entrate dei Comuni e, una volta appreso dal 13-octies che si potrà ricorrere alle prestazioni di Equitalia in materia di riscossione coattiva per tutto il 2012, si modifica ancora una volta la disciplina degli strumenti a disposizione per questo genere di esazione. Se le amministrazioni comunali possono ancora ricorrere all’ingiunzione fiscale regolata dal RD 639/2010, le modifiche apportate all’art. 7 del DL 70/2011 escludono che con tale strumento possano operare le società esterne affidatarie del servizio di riscossione da parte dei Comini a seguito di aggiudicazione di gara ad evidenza pubblica. Insomma, pare che l’ingiunzione fiscale rimanga a disposizione dei soli Comuni che operano con la gestione diretta per la riscossione dei tributi non pagati oppure delle società a capitale pubblico cui possono sempre aderire le P.A.. L’impressione è che l’anno di proroga concesso alle attività di riscossione svolte da Equitalia per conto dei Comuni possa servire al legislatore per meglio chiarire cosa succederà a partire da 2013 in questa materia piuttosto complicata.
3. Principali problematiche da voi ravvisate nel settore di competenza e come la manovra può andare incontro alla loro risoluzione.
Ha destato molto sconcerto (condivisibilissimo) nelle polizie locali l’abrogazione per i pubblici dipendenti dell’accertamento della dipendenza da causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, fatta eccezione per il personale appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico, dove, come è noto, non c’è la polizia locale. Si è letto che la modifica mira ad equiparare i lavoratori pubblici con i lavoratori del comparto privato, che già beneficiano di forme di tutela previste dall’assicurazione INAIL, quali la rendita vitalizia che sostituisce l’equo indennizzo.
Se così è, perché le forze di polizia , i militari ed i vigili del fuoco rimangono beneficiari dei trattamenti già detti ?
Forse perché le mansioni svolte li espongono più degli altri dipendenti pubblici al rischio di malattie o infermità per fatti di servizio. Questo non vale per la polizia locale perché non considerata al pari degli altri enti impegnati sul fronte della sicurezza e della gestione delle emergenze. E qui sarebbe facile esporre gli argomenti che molti altri rappresentanti delle polizie locali hanno da anni rilevato per sostenere una completa parificazione con le altre forze di polizia, che purtroppo ancora oggi non c’è:
• la necessità di approvazione della legge di riforma con il nuovo status e le nuove qualifiche
• i compiti di concorso nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica attribuiti agli operatori di polizia locale dalla legge quadro in vigore;
• le prerogative dei Sindaci sempre in materia di ordine e sicurezza pubblica derivanti dal Testo Unico degli Enti Locali, nonché in materia di sicurezza urbana secondo il dl 92/2008
eccetera eccetera……come dire: non so se un giorno verrà dato atto del ruolo svolto ogni giorno dentro le città dalle polizie locali, ma credo che dopo i convegni nazionali e la convocazione di stati generali bene sarebbe organizzare uno sciopero a livello nazionale, di uno o due giorni per vedere quali disservizi deriverebbero dalla mancanza sulle strade della polizia locale !
4. Possibilità per gli operatori di polizia locale di partecipare alle operazioni di contrasto all’evasione fiscale
Il Salva Italia non ha escluso il controllo amministrativo esercitato presso le imprese da parte di enti statali o locali. Al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni nell'attività' di controllo ha solo preteso che debba essere oggetto di programmazione da parte degli enti competenti e di coordinamento tra i vari soggetti interessati (art. 7 del DL 70/2011 come modificato dall’art. 11 del dl 201/2011). Nessuno nega che la polizia locale possa svolgere compiti di prevenzione e repressione delle normative statali e regionali oppure effettuare atti di accertamento sanzionatorio in materia tributaria. Alcune leggi regionali lo prevedono espressamente, ed anche in Trentino la LP n. 8 del 2005, “Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale”, afferma che la Polizia Locale supporta l'attività di controllo relativa ai tributi locali secondo quanto previsto dai rispettivi regolamenti. Si è già detto dell’importanza di elevare la quantità e qualità degli accertamenti volti ad evitare l’elusione del prelievo fiscale. Il coinvolgimento dei Comuni nella ricerca dei redditi e dei patrimoni da assoggettare all’imposizione fiscale deriva a mio parere non solo dai generali poteri di polizia ma soprattutto dalla considerazione che l’Ente “Comune” è istituzionalmente vicino a molte forme di capacità economica, come la presenza e la titolarità degli immobili nel territorio comunale, gli esercizi commerciali e l’artigianato. In base alla legge 122/2010 inoltre è ancora previsto che per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, la partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell'intervento del comune che abbia contribuito all'accertamento stesso (art. 18). Il Comune, anche per il tramite delle polizie locali, potrebbe indirizzare agli organi statali ed all’Agenzia delle Entrate segnalazioni qualificate nel settore del commercio e dell’artigianato, indicando i soggetti titolari di attività d’impresa privi di partita Iva o che abbiano commesso affissioni di pubblicità abusiva o ancora in materia edilizia individuando coloro che abbiano partecipato ad operazioni di abusivismo edilizio con riferimento ad insediamenti non autorizzati di tipo residenziale o industriale. Ancora, altro ambito di intervento è costituito dal patrimonio immobiliare, dove l’affitto di unità immobiliari senza contratti registrati o il godimento di altri edifici diverse dalle abitazioni principali, non indicate nelle dichiarazione dei redditi potrebbero dar luogo a situazioni di evasione fiscale da segnalare all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, se ai Comuni vengono dati più spazi di autonomia tributaria, appare conforme a ciò riconoscere agli stessi maggior partecipazione all’azione amministrativa di accertamento e di riscossione.
5. Cosa ne pensa della riduzione dei costi di funzionamento di Autorità di Governo, del CNEL, delle Autorità indipendenti e delle Provincie ?
Va senz’altro nel segno di un auspicabile contenimento della spesa complessiva per il funzionamento delle autorità amministrative. Non credo che la soppressione, meglio, il ridimensionamento delle Provincie e del numero dei componenti i loro organi portino ad un gap di rappresentatività. Ricordano gli esperti la differenza tra il nostro Paese e realtà nazionali molto più popolose (Stati Uniti o Germania), che hanno meno livelli di amministrazione ed i cui organismi rappresentativi sono più leggeri in termini di composizione numerica.
6. Cosa ne pensa del previsto risparmio per le PA con l’introduzione del software libero ?
Ho letto che non tutti sono d’accordo sul risparmio che verrebbe garantito alla PA in caso di introduzione del software libero. Certo potersi dotare di programmi informatici con software libero, come definito in una proposta di modifica dell’art. 68 della legge 82/2005, “Codice dell’Amministrazione Digitale”, significa poter eseguire il programma per qualsiasi scopo e poterne anche modificare la struttura interna, come poter ridistribuirlo in un numero di copie illimitato. Il software libero è comunque soggetto ad una licenza d’uso e comporta costi di manutenzione. Certo di grande impatto e di grande sviluppo è l’eventualità di poter modificare i programmi “open source” con i propri programmatori.

Andrea Pasquinelli,
Comandante del Corpo di polizia municipale di Prato
1. Comandante Pasquinelli, che giudizio esprime sull’impostazione globale data dal presidente del consiglio Monti e dai suoi ministri alla manovra ‘Salva Italia’?
L’impostazione della manovra ricalca, in parte, le linee di azione già seguite da anni nelle azioni di contenimento della spesa pubblica, nel senso del pesante, per non dire prevalente, coinvolgimento degli enti locali. Ciò che appare più critico è il perseguimento dell’obiettivo del federalismo fiscale in un quadro di forte contrazione dei bilanci degli enti locali, col rischio che alla fine ci si attesti su un aumento generalizzato della pressione fiscale: la definizione delle regole della nuova imposta municipale ne è l’esempio principale, in quanto ad oggi i comuni trarranno qualche vantaggio solo se e nella misura in cui utilizzeranno lo strumento dell’aumento delle aliquote.
2. Quali sono le principali ricadute ravvisabili a seguito dei principali provvedimenti varati, o in fase di definizione, sugli Enti Locali? Quali i vincoli e quali le opportunità che lei individua a grandi linee nell’impostazione e nell’approccio del Governo al settore Pubblica Amministrazione?
La manovra darà o almeno tenta di dare impulso all’attività di contrasto all’evasione fiscale da parte degli enti locali, coinvolgendoli nella partecipazione dei proventi derivanti dal recupero dei tributi evasi. A parte il taglio operato sui trasferimenti statali, sicuramente questa è la novità principale e la principale ricaduta sulla stessa organizzazione dei comuni, ma con criticità evidenti per quelli più piccoli.
3. Quali sono le principali problematiche da voi ravvisate nei settori di vostra competenza e come la Manovra può andare incontro alla loro risoluzione o, al contrario, rappresentare un ostacolo (ad esempio la soppressione dell’equo indennizzo)?
Per quanto concerne la polizia locale, per ora incassiamo la cancellazione di alcuni istituti assolutamente equi e dovuti e l’equiparazione alle forze di polizia … limitatamente all’obbligo di trattenere gli arrestati in camere di sicurezza di cui la maggior parte dei Comandi non dispongono. La mia preoccupazione è che un Ministro del’interno – prefetto possa rivelarsi meno attento alle problematiche ed alle istanze della polizia locale e meno forte nei confronti della burocrazia ministeriale che, finora, si è dimostrata il maggior ostacolo al disegno di riforma della legge quadro del 1986.
4. Cosa ci può dire a proposito della possibilità anche per gli operatori di Pl di partecipare alle operazioni di contrasto all’evasione fiscale? E quindi dell’apporto al risanamento della situazione dell’economia italiana che il Governo intende perseguire anche attraverso l’implementazione di queste attività sul territorio?
Come ho detto, questa è la novità principale della manovra e richiede un ulteriore impegno della polizia locale, sia in termini di formazione ed acquisizione di nuova professionalità, che di ore lavoro. I comandi più grossi si stanno organizzando da tempo, mi chiedo però come faranno quelli meno strutturati. Potrebbe essere il momento dell’affermazione su vasta scala dell’associazione e dell’unione dei servizi tra comuni limitrofi proprio a partire da quelli di polizia locale.
5. Cosa ne pensa della riduzione dei costi di funzionamento di Autorità di Governo, del CNEL, delle Autorità indipendenti e delle Provincie?
Personalmente sono favorevole, anche se c’è ancora da capire bene chi e come sostituirà le province nelle funzioni di competenza. Per le funzioni di polizia locale, poi, la questione diventa davvero complicata.
6. Cosa ne pensa del previsto risparmio per le PA con l’introduzione del software libero ?
Sono un sostenitore accanito dell’open source: perché le amministrazioni pubbliche insistono a spendere soldi per sistemi operativi ed applicazioni che ormai sono disponibili gratuitamente a pari livello di affidabilità e prestazioni e che potrebbero a loro volta contribuire a sviluppare ulteriormente, grazie all’apporto dei propri centri elettronici?

Clemente Peduto
Responsabile del Servizio Comando Centrale di polizia municipale di Reggio Calabria.
In posizione sovraordinata al Comandante della polizia municipale di Corigliano Calabro (CS), ai sensi dell’art. 145 del D.Lvo 267/2000, normativa prevista per i Comuni i cui Consigli sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose.
Il Comandante Peduto esprime qui il proprio giudizio sulla manovra finanziaria varata dal Governo ed in particolare sulla soppressione dell’istituto dell’equo indennizzo per i Corpi di polizia locale e municipale
“La cinghia andava tirata e Monti lo sta facendo! tuttavia, non volendo cadere in luoghi comuni dicendo che a pagare sono sempre i soliti noti, mi hanno colpito alcuni istituti introdotti dalla manovra, indicativi dei “beneficiari”. In particolare mi riferisco al pretesto della tracciabilità dei flussi finanziari utilizzato dalla manovra per obbligare tutti i dipendenti e i pensionati ad aprire un conto corrente, dove accreditare gli stipendi e le pensioni. Mi sembra chiaro che a beneficiarne siano le banche, perché i soldi di queste persone sono già tracciati a sufficienza “con lo stipendio e le pensioni che danno, cosa si può evadere se si riesce a stento a vivere?” Non si intravvedonochiare opportunità per le Amministrazioni, né ostacoli che non esistessero già. Nonostante l’avvio di procedure per la riduzione dei costi, non emerge il coraggio di tagliare fino in fondo, e da subito, rami secchi e improduttivi della pubblica amministrazione, cosa che un governo tecnico avrebbe dovuto e potuto fare. Il rinvio di certe decisioni a tempi incerti rende non credibile la manovra e accresce la convinzione che a pagare resteranno sempre i soliti noti. Anche in tema di liberalizzazioni, infatti, era gradita la cancellazione degli albi professionali, espressione di un corporativismo, allo stato fuori luogo. La stessa introduzione dell’IMU fa ricondurre tutta la manovra alla mera volontà e necessità di gestire la crisi economica in atto e non ad attuare riforme ritenute indispensabili per il buon funzionamento della macchina pubblica. Basti pensare, infatti, che per la seconda casa il 6,8% su 7,6% viene introitato dalla Stato mentre sulla prima casa sono state aumentate le detrazioni, costringendo così i Comuni ad aumentare la percentuale di 2 punti per poter far fronte ai tagli derivanti dalla manovra. In definitiva va evidenziato che tutta la manovra è basata sull’emergenza e quindi non ponderata e di conseguenza, come dice un proverbio: “La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi”.
In merito all’eliminazione dell’equo indennizzo e la pensione privilegiata ai dipendenti pubblici: Ancora una volta la polizia municipale è stata considerata “figlia di un Dio minore” e, fino a quando sarà inquadrata nel comparto degli enti locali, sarà sempre così. Emerge chiaramente, infatti, che la figura della polizia municipale è anomala rispetto alla funzione che svolge (con i doveri conseguenti alla qualifica di agente di polizia stradale, polizia giudiziaria, pubblica sicurezza etc.) e con i diritti dell’impiegato comunale. Sarebbe ora che il Legislatore facesse una scelta chiara, o in un senso o in un altro. D’altra parte è giunto il momento che gli appartenenti alla polizia municipale ed in particolare le OO.SS. e i dirigenti, nonché i Sindaci delle città decidano cosa fare da grandi. Il forte dubbio che ho è quello che nessuno ha interesse a crescere, mi sembrano tutti colpiti dalla sindrome di Peter Pan. Questo lo dimostra chiaramente l’ultimo episodio accaduto a Milano, che ha visto un collega morire. Ebbene se, come sembra, a Milano è stata data alla polizia municipale un’impostazione da polizia di Stato, dove gli agenti arrestano, contrastano ogni tipo di illegalità e di delinquenza, organizzata e comune, non si può accettare che non siano preparati a questo e non abbiano gli strumenti adatti. Basterebbe decidere di essere dipendenti comunali ed effettuare gli stessi loro orari di servizio, ad esempio”.