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Il Comune di Milano stila un decalogo per i ciclisti Riduci
Un libro dedicato ai ciclisti, un decalogo di consigli, di buoni comportamenti e buone pratiche per la sicurezza sulle due ruote in città che sarà distribuito nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle associazioni. È l’iniziativa voluta dal Comune di Milano, che comincerà a distribuirlo alla fine della settimana prossima e sarà dedicato a Giacomo Scalmani, il ragazzino di 12 anni ucciso lo scorso 5 novembre da un tram, mentre tornava a casa in bicicletta, in via Solari.
Qualche giorno dopo la morte del piccolo Giacomo, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si chiedevano “interventi per le due ruote, impegnando il Comune a distribuire nelle scuole un libretto per la sicurezza sulle strade”.
Dichiara l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran: “Auspichiamo che aumenti sempre più il numero dei ciclisti, e a loro vogliamo offrire strade sempre più sicure”.
Per raggiungere questo obiettivo, Palazzo Marino dovrà cominciare a lavorare anche sulle piste ciclabili già esistenti, ma che spesso sono insicure o rovinate, poco utili o poco «accoglienti».
Questo sarà un tema chiave nei prossimi mesi e nei prossimi anni perché la “ciclabilità” è una delle direttrici fondamentali per la politica della giunta Pisapia, che dopo l’Area C ha promesso alla città un massiccio cambiamento della mobilità urbana, con uno spostamento progressivo dall’auto privata ai mezzi pubblici e «alternativi».
Oggi purtroppo, stando alle conclusioni del dossier «CicloMilano», solo una corsia su due in città è allo stesso tempo sia «utile», sia «sicura», e dunque «consigliata». Per quanto riguarda un altro 30 per cento delle piste, secondo le associazioni, dovrebbe essere utilizzato soltanto in caso di necessità; il resto dei percorsi andrebbe infine evitato perché «le condizioni della pista o la pericolosità degli accessi rendono la sua percorrenza più insidiosa della viabilità ordinaria».
Anche se tutte le piste fossero sicure e in ordine, resterebbe comunque aperto il problema dei camion. Un manifesto stilato dal Times di Londra, che da qualche settimana sta facendo un’importante campagna sulla ciclabilità, al primo di otto punti mette proprio l’obbligo di soluzioni tecnologiche e meccaniche (dai sensori, a specchietti aggiuntivi) per i mezzi pesanti che entrano nelle zone urbane.
Iniziativa
per la sicurezza stradale
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