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Il ministro Cancellieri interviene dopo la vicenda di Parco Lambro a Milano Riduci
l ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha recentemente annunciato il “riordino delle polizie municipali da parte del governo e del parlamento”, nel farlo si è riferita esplicitamente a quanto avvenuto a Milano lo scorso 13 febbraio, quando un agente ha fatto fuoco in direzione di un clandestino sudamericano che fuggiva dopo una rissa ed una folle corsa in auto per le vie cittadine. “La possibilità di togliere le armi ai vigili è un tema che va affrontato presto - ha detto il ministro da Bologna, dove ha firmato con il sindaco Virginio Merola un ‘patto per la sicurezza’ - bisogna però riflettere con calma e assoluto equilibrio. Da una parte c’è il vigile che ha sparato, dall’altra quello recentemente morto”. Il riferimento è all’uccisione del vigile di quartiere Niccolò Savarino, investito da un pregiudicato a bordo di un suv lo scorso 12 gennaio. Nella distanza fra i due episodi, e fra le risposte che richiedono, sta tutta la discussione in atto sul ruolo che devono avere gli operatori di polizia locale.
Nel frattempo a Milano, dove c’è chi ha già chiesto le dimissioni del Comandante Tullio Mastrangelo, quest’ultimo ha affermato che è stata “violata una procedura”. Al momento dunque le squadre speciali rientrano nei ranghi
In merito alla dinamica dei fatti del pomeriggio di lunedì scorso, emergono via via nuovi particolari, quali il fatto che pare risultare che l’agente indagato Alessandro Amigoni abbia sparato alle spalle del cileno in fuga, cileno che, dopo essere caduto a terra, era stato ammanettato.
Il ministro Cancellieri, si auspica si arrivi presto a quella legge sulle polizie locali che si attende da anni, e in tal senso dà un indirizzo: “Il compito che i vigili svolgono sul territorio è prezioso - dice - bisogna rivederne ruoli e compiti, tenendo presente che sono essere umani”. E quindi possono sbagliare. Un’impostazione accolta con favore dal Comune di Milano, che si appresta a varare il progetto vigili di quartiere (350 “agenti di prossimità” nelle zone) e il depotenziamento dei “nuclei speciali” creati dalle giunte di centrodestra: contrasto all’abusivismo commerciale, sicurezza sui mezzi pubblici, gestione dei campi rom.

Il Comune di Milano e la Polizia locale

Marco Granelli
, assessore alla Sicurezza nella giunta Pisapia, dice: “Al governo chiediamo una legge che definisca gli ambiti di intervento delle varie forze dell’ordine, in un’ottica di coordinamento, e che riconosca l’indennità di servizio agli agenti di polizia locale”. Vale a dire: i risarcimenti in caso di infortunio e le spese legali per cause di servizio, come succede oggi per poliziotti e carabinieri. Quanto all’abolizione dell’arma di ordinanza - a cui si oppongono tutti i sindacati dei ‘ghisa’ (come vengono chiamati a Milano i vigili) - Granelli frena: “La pistola serve, ma con regole certe che ne regolino l’uso”. E bisogna potenziare l’addestramento: “Oggi i vigili si esercitano al tiro una volta l’anno - dice Granelli - questo perché i poligoni sono pochi e privati”.


La sinistra radicale contro il Comandante della PL

Mentre il ministro annuncia il riordino della polizia locale, la maggioranza che sostiene il sindaco Giuliano Pisapia si spacca sull’opportunità di rimuovere dall’incarico il Comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo, sulla scia del caso Amigoni. Ad accendere la polemica è SEL, il cui coordinatore provinciale di partito, Daniele Farina, invita Mastrangelo a “un veloce passo indietro, per facilitare il processo di riorganizzazione del corpo”. L’appello è ripreso dal consigliere comunale Luca Gibillini, e alle stesse conclusione giungono il capogruppo del partito Patrizia Quartieri e il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, per cui «il comandante, scelto dalla giunta Moratti, è espressione di una visione della sicurezza che non ci piace».


Il Partito democratico difende il Comandante

Il Pd fa invece quadrato attorno a Mastrangelo. Per la capogruppo Carmela Rozza “non si assumono decisioni sull’onda dell’emotività. Mastrangelo, come tutti i dirigenti comunali, sarà valutato nel tempo sulle capacità nell’applicare gli indirizzi della giunta che sosteniamo”. Ancora più secco è Granelli: “Prendiamo atto delle considerazioni di Sel. La giunta ha rinnovato l’incarico a Mastrangelo, in carica fino al 1 ottobre 2013”. Dal canto suo, il Comandante in più occasioni ha ribadito: “Il mio mandato è in ogni momento a disposizione della giunta”. A difesa di Mastrangelo si schierano anche Pdl e Lega. Per il capogruppo del Carroccio, Matteo Salvini, “il comandante non solo va lasciato al suo posto, ma devono consentirgli di lavorare. Il circo della giunta Pisapia sul depotenziamento dei vigili è inaccettabile. Chi semina buonismo raccoglie violenza”.
Togliere le armi alla polizia municipale?
È un tema che siamo invitati ad affrontare al più presto”
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