 |
 |
 |
 |
 |
|
Pisapia su ruolo e funzione della PL
|
 |
 |
|
 |
A parlare di ruolo e competenze della polizia locale milanese, tra gli altri, è il presidente della Provincia, passata al centro destra dopo alle ultime elezioni, Guido Podestà (nella foto): “Il ghisa è stato quasi eroico” mentre il sindaco Giuliano Pisapia, eletto in primavera con espressione di una lista di centro sinistra, afferma: “Adesso basta con queste tragedie”.
Una riflessione profonda sulla sparatoria di Parco Lambro che ha lasciato a terra Marcelo Valentino Gomez Cortes, 28 anni, e che ha messo sotto indagine chi impugnava la pistola, Alessandro Amigoni, agente di polizia locale la cui posizione giudiziaria sembra aggravarsi di ora in ora.
La maggioranza, che già era pronta a varare una riorganizzazione del Corpo di polizia locale, è ora ancor più pressata dal susseguirsi degli eventi e dall’opposizione che chiede al più presto la riunione di un consiglio straordinario sulla sicurezza cittadina.
I vigili di quartiere
Il sindaco, ragionando a caldo sul ruolo della PL dopo i fatti del 13 febbraio, premette che alla riflessione doverosa sugli aggiustamenti da apportare al piano per la sicurezza in città, va anteposto il “rispetto del lavoro della magistratura” ma, aggiunge: “Rifletteremo su quello che è il ruolo e la funzione dei vigili, dando loro tutto il necessario per fare il loro dovere, ma soprattutto creando le condizioni affinché possano veramente essere al servizio di tutta la città e che situazioni così tragiche non si ripetano in futuro”. Sulla medesima lunghezza d’onda pare porsi il presidente della Regione, Roberto Formigoni (nella foto), che giudicando l’accaduto “un fatto gravissimo soprattutto per i particolari che emergono, per esempio che il fuggitivo non fosse armato”, dice: “Si deve riflettere e poi agire assieme su una serie di cose che non funzionano: dobbiamo garantire ai nostri cittadini sicurezza e fare in modo che chi ha il compito di tutelarli possa anche difendersi dalle aggressioni, ma senza un eccesso di autodifesa che, in questo caso, ha portato a un atto che non è giustificabile in alcun modo”.
Quanto espresso dalla nuova amministrazione comunale negli scorsi mesi sembra andare in controtendenza rispetto al progetto dei ‘ghisasceriffi’ portato avanti dal precedente governo cittadino targato centrodestra, in cui centrale era la formazione anche in termini di ordine pubblico.
Ora il punto cardine sul quale si incentra la nuova politica della sicurezza urbana è il piano di ‘vigili di quartiere e di prossimità’ su cui si lavora da mesi, tanto che l’assessorato competente è stato da subito battezzato: alla sicurezza e coesione sociale, assieme. A coordinare questo lavoro c’è sempre stato il Comandante della Locale Tullio Mastrangelo, scelto da Letizia Moratti e confermato da Pisapia, anche se le sue dichiarazioni a caldo, subito dopo la sparatoria, sarebbero parse in Comune un po’ troppo precipitose nell’assolvere l’agente che aveva sparato, quando poi - col passare delle ore - le diverse testimonianze iniziavano a metterne in dubbio la ricostruzione. Resta sulla versione iniziale il presidente della Provincia, Guido Podestà: “Quando chi rischia la vita tutti i giorni per la nostra sicurezza si vede minacciato da un’arma deve anche salvaguardare se stesso: il comportamento del vigile è quasi eroico”.
Le polemiche, a questo punto, si spostano decisamente sul fronte del futuro del Corpo di polizia locale e sull’organizzazione del Comando. Così, se il consigliere comunale del Pd (e poliziotto) Gabriele Ghezzi ricorda che “la sicurezza dei cittadini è un dovere per qualsiasi amministrazione pubblica, e la riorganizzazione della polizia locale prospettata dalla giunta è diretta in tal senso”, dal centrodestra piovono accuse. Dal presidente del consiglio regionale, il leghista Davide Boni, per cui “sarebbe grave se i ghisa fossero chiamati a fare gli assistenti sociali o gli ispettori fiscali, mentre dovrebbero essere maggiormente tutelati nel compimento del proprio dovere”, l’ex vicesindaco pdl Riccardo De Corato (nella foto) insiste: “Contrasteremo il tentativo di distogliere i vigili da compiti che attengono la sicurezza dei nostri concittadini”.
Il capogruppo Carlo Masseroli aggiunge che “sottovalutare il problema sicurezza sarebbe esso stesso un crimine, e troppo debole è il sostegno alle forze dell’ordine da parte della maggioranza”. Un pensiero al ragazzo cileno morto, invece, arriva dal consigliere Mirko Mazzali (Sel), che chiede al Comune di coprire le spese dei suoi funerali, quando il corpo sarà restituito alla famiglia. |
Le polemiche dopo l’uccisione
del cileno non si placano |
|
|
|
|

|
|
 |
 |
 |
 |
|
 |
|