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Expo, viabilità a rischio. Viaggio tra cantieri in ritardo e visioni spettrali

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20 APRILE 2015

A dieci giorni dall'apertura di Expo, è facile lanciarsi in previsioni sul traffico in città. E a questo punto si può dire senza grandi margini di dubbio che, se si avvereranno le previsioni di 20 milioni di visitatori, l'accessibilità in auto al sito di Rho sarà un vero caos. E un grande problema per la città. Non è un caso che il commissario unico dell'evento, Giuseppe Sala, dica già da un pezzo che all'Expo sarà meglio arrivarci in metro.

Facciamo un giro per toccare con mano e vedere come raggiungere l'Expo. I problemi hanno due nomi: la Zara-Expo e la Rho-Monza, la prima sotto la responsabilità del Comune di Milano (tramite la controllata Metropolitana milanese, che ne è la stazione appaltante); la seconda sotto la responsabilità della società Serravalle (di proprietà prima della Provincia di Milano e ora, da qualche mese, in mano alla Regione Lombardia).

La Zara-Expo (il cui progetto costa 110 milioni) dalla fine del 2014 vive un'odissea, con un'azienda interdetta dalla prefettura per connessioni con la ‘ndrangheta, poi messa in stato fallimentare e infine sostituita solo a febbraio. Nei fatti si sono persi almeno 2 mesi di lavoro fatali, perché si sono accumulati ad altri ritardi. La Rho Monza, lungamente avversata dai comitati cittadini, doveva invece essere pronta da tempo. Se ne parla da anni, ma nemmeno la società Serravalle ha davvero investito risorse nei cantieri: mancano ancora all'appello i 250 milioni necessari. Si era pensato ad un bond per i nuovi investimenti ma tutto fermo. Il risultato è la realizzazione di uno stralcio-bis della Rho-Monza, ovvero lo stralcio di uno stralcio: meno di un quarto del totale.

La Zara Expo servirà gli utenti della città: da via Eritrea, nella parte a Nord di Milano, arriva nell'area Nord Ovest della città. E fino a qui, nel tratto del lotto 1A, tutto a posto. Le difficoltà arrivano quando ci si trova nei pressi di via Stephenson. Già adesso le code si formano facilmente ad ogni semaforo, ancora prima di imboccarla; quando poi si riesce ad entrare – per ora senza una segnaletica chiara – si inizia a guidare in una strada stretta e in curva, da percorrere con cautela. Figuriamoci quando ci sarà l'Expo.

Continuiamo a guidare. Il paesaggio è poco edificante: lungo i lati spuntano capannoni abbandonati e edifici cadenti. C'è un primo sottopasso che sembra pronto e che, dicono anche gli operai, il primo maggio sarà aperto. Ma il bello deve ancora venire. Il secondo sottopasso, il famoso lotto 1B (area triboniano), non ci sarà per l'inaugurazione dell'evento universale. Non un dettaglio, perché grazie a questo passaggio i visitatori sarebbero arrivati direttamente a Cascina Merlata, il centro urbanistico vicino al varco a Sud del sito espositivo, e da cui parte una passerella diretta ai padiglioni.

LA VOCE

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